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Campi Flegrei: itinerari archeologici alla scoperta del territorio


I Campi Flegrei sono un territorio molto ricco dal punto di vista archeologico.

I Campi Flegrei

Campi_flegrei.jpgI Campi Flegrei, comprendono tutto il territorio collinare compreso tra Napoli, capo Miseno e Cuma estendendosi nell’entroterra all’antico alveo del fiume Sebeto. È una regione vulcanica nella quale si alternano crateri poco elevati, laghetti e colline coperte da una rigogliosa vegetazione, che riesce a dar vita a panorami molto suggestivi. Un territorio unico al mondo, caratterizzato da attività vulcaniche e soggetto a fenomeni bradisismici e di erosione marina e che, nel corso dei secoli, ha ispirato la creazione di prodotti artistici e culturali che costituiscono un patrimonio di grande rilevanza e strettamente legato al territorio che li ha ispirati.

Itinerari archeologici

Molti sono gli itinerari archeologici che è possibile visitare, a partire dall’antica Puteoli, il porto di Roma in età romana, a pochi chilometri da Napoli, adagiata sul mare del golfo. Una città ricca di straordinari monumenti archeologici, come il Serapeo, l’Anfiteatro Flavio, il Rione Terra, l’antica acropoli della città, la Solfatara, l’unico vulcano attivo dei Campi Flegrei.
Altro itinerario è quello che prevede la metaforica discesa all’Ade, sulle sponde dell’Averno, la visita sottomarina al Parco sommerso di Baia e la discesa nella sotterranea Piscina Mirabilis, il serbatoio che aveva il compito di alimentare i palazzi imperiali e la flotta romana di stanza a Misero. Un percorso che rende bene l’identificazione dei Campi Flegrei come uno dei luoghi di ingresso al mondo dei morti, che la caratterizzava nell’antichità. Si passa poi a Baia, una delle località più frequentate in epoca romana e tra le più ambite da patrizi e personaggi della cerchia imperiale, ove si viaggia tra terra e mare, con la visita al Parco archeologico e poi al Museo dei Campi Flegrei, per finire con un’immersione alla scoperta dell’antica Baia ormai sommersa, a causa del bradisismo.

Altro itinerario estremamente suggestivo è quello dei promontori. Le colline dei Campi Flegrei, infatti, dominano il mare sottostante e in conseguenza di ciò hanno goduto di una posizione geografica strategica, che ha permesso di ospitare importanti insediamenti storici, dalle antiche colonie greche di Cuma e di Dicearchia (la Puteoli romana) sino all’imponente castello aragonese di Baia, che è oggi sede del Museo archeologico dei Campi Flegrei.
Infine, c’è il percorso tra i vulcani e la storia, che prevede il passaggio sul Monte Nuovo, sorto improvvisamente, a seguito di un’eruzione nel 1538, che modificò in profondità il paesaggio. La conoscenza con il territorio flegreo, può essere approfondita, infine, con la visita al Lago d’Averno, alla Grotta della Sibilla e con un’escursione naturalistica al Lago Lucrino. Insomma, per chi vuole miscelare cultura, storia e bellezze paesaggistiche, i Campi Flegrei sono un luogo realmente indimenticabile.

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