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La città proibita, il film di Zhang Yimou

"La Città Proibita" è l'ennesimo capolavoro del celebre regista cinese Zhang Yimou

Chi è Zhang Yimou

Zhang_yimou.jpgZhang Yimou è uno dei maggiori registi contemporanei. La sua grande notorietà deriva soprattutto da “Lanterne Rosse”, un film del 1991 che rivelò al mondo il cinema cinese e la sua potenza visiva. Il film, vinse il Premio riservato alla miglior regia e il Leone d’Argento al Festival di Venezia ed ebbe uno straordinario successo di critica, oltre a mettere in rilievo una interprete di straordinaria bravura come Gong Li.

Trama e recensione

"La Città Proibita" è ambientato nel decimo secolo e parla di un periodo in cui la Cina è retta dalla grande dinastia dei Tang. regno caratterizzato da una opulenza senza eguali. Nella città imperiale lo sfarzo e la ricchezza si respirano in ogni luogo e la famiglia imperiale è riverita e servita da uno stuolo di servitori adoranti. Le esigenze dell’imperatore, della sua consorte (la magnifica Gong Li, vera icona del cinema di Zhang Yimou), e dei figli sono oggetto di un rituale consolidato nel corso dei secoli, dando luogo a un mondo estetizzato. Che però, è tutta una maschera che serve a celare intrighi e segreti. La famiglia imperiale, in effetti, cela segreti inconfessabili, che infine verranno alla luce durante la festa del Chong Yang, la festa dei crisantemi e che saranno spazzati via da una epica battaglia.

”La Città Proibita” è il terzo episodio della trilogia dedicata ai wuxiapan, il genere cinematografico “cappa e spada” alla cinese, iniziata nel 2002 con “Hero”, proseguita nel 2004 con “La foresta dei pugnali volanti”. È un affresco corale, che a poco a poco porta le masse a riempire metaforicamente lo schermo, come a dare una idea della trasformazione sociale cui è andato incontro il gigante orientale nel corso dei secoli, che ha travolto l’individualismo imperiale, in favore di un sistema in cui a prevalere è proprio la massa. La maestria di Zhang Yimou, nel delineare questo affresco tocca ancora una volta livelli altissimi. Le pennellate sarcastiche, con le quali il maestro riconosciuto del cinema cinese ritrae le antiche tradizioni, riescono a dare una idea compiuta della storia di un paese che sta assumendo una importanza sempre più rilevante sullo scacchiere internazionale. È un film da consigliare a chi vuole farsi una idea compiuta della rivoluzione non solo sociale, ma anche culturale in atto, un capolavoro che però deve essere preceduto da una avvertenza: non è per tutti. In particolare, non è consigliabile a chi pensa che un film debba essere un prodotto di puro intrattenimento. Il cinema di Zhang Yimou è fatto per uno spettatore maturo, in grado di amare la poesia delle immagini e la potenza di una trama.

 

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