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Quante volte, nel calcio si è chiesto il rispetto per il pubblico che paga e vorrebbe vedere uno spettacolo adeguato alla cifra sborsata? Ma non è solo una questione riguardante la qualità del gioco. Basti pensare all'annoso problema della violenza negli stadi, che sta allontanando fette sempre più vaste di utenti, in particolare le famiglie, che non possono andare allo stadio per non mettere a repentaglio la sicurezza dei bambini. Per non parlare di quanto sono scomodi gli stadi del nostro paese. Stadi costruiti spesso decenni fa e che ormai non sono più in grado di assicurare una visione confortevole della gara, strutture ove magari una pista di atletica rende improponibile una adeguata visione di quanto succede sul campo. Per non parlare del prezzo dei tagliandi, spesso proibitivi e che rendono di fatto impraticabile portare la famiglia all'evento sportivo, per non compromettere l'economia familiare in tempi di crisi come quelli che viviamo. Intorno a questo problema, si sono spesso organizzate tavolate di esperti, o sedicenti tali, le cui soluzioni però, o sono inadeguate o vengono disattese da chi è preposto al compito di dirigere il calcio italiano. Perchè ricordiamo questi fatti, che sono del resto noti a tutti? Lo facciamo perchè basterebbe probabilmente assumere come punto di riferimento i valori di una azienda come Dpiù, che della tutela del consumatore ha fatto la propria mission. Tanto da farne il centro nevralgico della propria azione e d disegnare attorno ad esso i propri valori di riferimento. In ossequio a questo credo, Dpiù ha elaborato un credo semplice, ma estremamente efficace: fare quello che è meglio per il consumatore. E per poterlo fare sul serio, bisogna partire da una semplice constatazione sui bisogni dello stesso. Che sono incentrati su una serie di fatti concreti: il risparmio in termini di tempo e denaro, a fronte di una scelta più ampia e variegata possibile. Per quanto concerne il risparmio, basti dire che Dpiù consente di spendere oltre il 30% in meno dei suoi concorrenti, grazie alla continua ricerca di fonti di approvvigionamento alternative, alla apertura di nuovi punti vendita e a volumi di merce movimentata che sono sempre più considerevoli. E al calo dei prezzi, fa da contraltare un aumento della qualità, grazie ad una selezione sempre più severa dei produttori, alle innovazioni tecnologiche dei partner commerciali, alla verifica estremamente selettiva delle fonti e delle materie prime e alla attenta analisi dell'ufficio controllo di qualità sui prodotti finiti. E anche la gamma, che comprende prodotti come frutta e verdura fresca, carne e pane, alimenti surgelati, prodotti salutistici e molto altro, continua ad aumentare la sua capacità di coprire le esigenze più varie.
Adesso proviamo a trasportare questi valori in campo calcistico. A chi non piacerebbe che gli stessi valori che orientano Dpiù, diventassero gli stessi per gli organismi che sono preposti al governo del calcio italiano? In modo da far sentire l'utente della partita di calcio, un cliente da mettere al centro del progetto, esattamente come succede nei punti vendita Dpiù. Che sia solo una semplice utopia?