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Nulla da dire, è stata sicuramente una parata “sobria”. Non ho avuto il dispiacere di vederla (capirete, i miei nonni e mio padre si sono sciroppati tutte le guerre possibili ed immaginabili e ogni volta che ne parlavano, concludevano dicendo: “Beati voi, che le guerre non le farete più…”), ma sono sicuro che il tutto sarà avvenuto con la massima sobrietà: i carri armati avranno sfilato a dieci chilometri orari in meno rispetto alla solita andatura, i bersaglieri avranno corso a ritmo di riscaldamento, i politici avranno esibito il loro ghigno a trentadue denti, invece di mettere in mostra tutta la chiostra dei loro acuminati attrezzi del mestiere. E alla fine di questa “sobria” parata, dalle casse statali saranno scomparsi altri dieci milioncini di euro. Ma certo, sarebbe squallida demagogia pensare che con quei pochi milioncini (ricordiamo la cifra in lire, forse è meglio: circa venti miliardi…) si sarebbe potuto ricostruire l’Emilia martoriata dal terremoto, o risolvere il problema del precariato o, peggio ancora signora mia, non sia mai, provare ad istituire ad esempio nella provincia di Nuoro (tanto per dirne una) il reddito minimo garantito per chi non ha forme di sostegno alle proprie finanze e non ha lavoro. Per fare quelle cose mancano sempre le risorse. Che invece, guarda caso, per le parate “sobrie” dei politici, o per i loro partiti, per i loro giornali, per le loro consulenze e via largheggiando, si trovano sempre. Dieci milioni per la parata? E che volete che siano? Settecento milioni di consulenze da parte degli Enti Locali? Ma suvvia, come pensate di risolvere i problemi con cifre così ridicole? Qualche centinaio di milioni di finanziamento ai partiti politici? Ma qui è in gioco la democrazia, per Bacco, volete forse che a fare politica siano solo i ricchi? Come? In questo momento e con il finanziamento statale, in Parlamento c’è un solo operaio a fronte di una pletora di avvocati, notai, commercialisti, imprenditori e riccastri vari? Ma quella è la democrazia, appunto, se le persone agiate sono più trendy, cosa volete farci? Non parliamo poi del finanziamento pubblico ai giornali di partito, mica vorrete che dalle edicole scompaiano pezzi di storia della cultura italica, come l’Opinione, no? O “Europa”, il giornale della ex Margherita, che Lusi probabilmente usava per impacchettare la paghetta per i politici di quel partito che dovevano essere sostentati in quanto, con tutta evidenza, con il loro semplice stipendio da parlamentare non riuscivano ad arrivare alla terza settimana del mese? Ma questo è un vero attentato alla democrazia, voi vorreste riportarci a quando Berta filava e la politica la facevano i signori, facendosi magari eleggere nei “borghi putridi” e questo non ve lo consentiremo. Adesso, però, mi accorgo che sto divagando di brutto e che debbo riportarmi al tema del discorso. Insomma, come dicevo all’inizio di questo delirio, la parata sarà stata sicuramente sobria e alla fine tutti quanti insieme, politici e contorno, saranno andati a mangiare con altrettanta sobrietà. Ma il conto a chi lo avranno lasciato da pagare?