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Ci voleva il piccolo Filippo a riportare il calcio alla sua reale dimensione, quella di un gioco che ha appassionato mezzo mondo per tutta una serie di rituali nei quali oggi, come decenni fa, si riconosce chi ama l'imprevedibilità e spera sempre che il piccolo Davide ce la faccia contro il grande Golia. Come succede ogni tanto nel calcio. Il quale, ogni volta che sembra condannato dalle scelte assurde di dirigenti che non riescono a vedere oltre il proprio naso, come l'Araba Fenice risorge dalle proprie ceneri quasi nulla fosse accaduto. Basta poco, del resto, per restituire vita ad uno sport dato più volte per morto, almeno nel nostro paese. Come è successo sabato sera a San Siro, quando un bambino di nove anni ha ricordato a tutti cosa debba essere il calcio, con un cartello nel quale chiedeva all'Inter una vittoria, per non essere più preso in giro dai compagni di classe. E chissà in quanti, come il sottoscritto, hanno messo da parte la loro avversità verso una società che negli ultimi anni ha fatto il bello e il cattivo tempo con mezzo spesso illeciti e con compiacenti aiuti arbitrali, sperando che i nerazzurri accontentassero la candida richiesta di quel bambino che voleva soltanto non essere preso in giro per una settimana. Il cartello del piccolo Filippo ha fatto il giro del WEB e ha fatto del bambino una piccola star, suscitando una ondata di simpatia dovuta alla circostanza che tanti di noi, quando erano bambini hanno pensato le stesse cose ascoltando magari le avvincenti radiocronache di Ciotti e Ameri a "Tutto il calcio minuto per minuto", aspettando una rete della propria squadra che non arrivava mai. Perchè, in fondo, è quello il calcio che ci piace e che ci illudiamo sempre di poter ritrovare un giorno, quando le televisioni avranno mollato l'osso ormai spolpato e il calcio smetterà di essere un affare economico e tornerà ad attirare ricchi scemi, pronti a giocarsi una fortuna per la squadra del cuore. Un calcio che ci ha fatto innamorare quando gli ultras, per fortuna non esistevano e le curve non prevedevano ghetti divisori tra opposte fazioni. Chissà se tornerà mai...