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Quello che sta avvenendo in Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, cioè in alcune delle regioni più ricche del paese e da sempre indicate come esempio della buona politica, dall’una o dall’altra parte, non può che lasciare interdetto chi ha sempre sostenuto il ruolo dei partiti nella costruzione di una democrazia. Soprattutto la situazione della Lombardia, ove il sistema della corruzione si è chiaramente svelato come comune ad entrambi gli schieramenti, con tangenti che passano indifferentemente a PDL, Lega e PD, indica una vera e propria metastasi del sistema che non può più essere sottovalutata ed indicata come una semplice disfunzione comune a tutti i sistemi democratici. La democrazia, è un sistema imperfetto, nella quale è del tutto normale che possano verificarsi casi di arricchimento personale di uomini o donne che ricoprono posti di responsabilità ed approfittano della loro funzione per ricavarsi profitti illeciti. Finche tutto questo è una eccezione, il sistema funziona comunque, grazie a chi invece svolge la funzione per quella che realmente è, un servizio alla collettività. In Italia, però, ormai da decenni, non siamo all’eccezione, bensì alla regola. Si è cioè dimostrato vero quanto asserito da Bettino Craxi nel suo famoso e provocatorio discorso in Parlamento nel quale chiamava alle proprie responsabilità tutti coloro che facevano parte del sistema politico, affermando che nessuno poteva dirsi estraneo al sistema. Sono passati quasi venti anni da quel discorso, c’è stata Mani Pulite, ma alla fine è diventato chiaro che Tangentopoli non è stata mai smantellata. Anzi, se si andassero a spulciare i rapporti annuali della magistratura contabile, la Corte dei Conti, si vedrebbe chiaramente che l’infedeltà dei politici ha raggiunto livelli che fanno letteralmente impallidire quelli antecedenti a Mani Pulite. Con danni incalcolabili per il paese e non solo a livello finanziario, con la lievitazione dei costi delle opere per effetto delle bustarelle pagate dagli imprenditori ansiosi di sedersi alla tavola imbandita con gli appalti pubblici. Non c’è solo il problema dei costi, che pure è clamoroso, se si pensa che ad esempio fare un chilometro della famigerata Alta Velocità in Italia, costa al minimo cinque volte quello che si spende negli altri paesi europei. La corruzione endemica che ormai ha fatto dell’Italia un paese del quarto mondo, ha, ad esempio, un altro effetto perverso, quello di consigliare ai capitali stranieri di evitare un paese ove la certezza del diritto non esiste e dove può succedere di vedersi scavalcare in un appalto da imprese non idonee e meno titolate, solo per effetto di una tangente versata al politico di turno. Incredibilmente, c’è ancora chi sostiene che i capitali stranieri non vengono in Italia a causa dell’articolo 18! Anche questa dovevamo sentire da parte di chi invece sa benissimo che in un paese ove la malavita si è fatta istituzione, trovando agganci generosi e fedeli nel mondo politico, le imprese estere non verranno mai e le poche che ancora rimangono, prima o poi trarranno le conseguenze di quanto vedono e andranno in paesi ove le condizioni strutturali, economiche e politiche sono molto più favorevoli. Insomma, emerge sempre più chiaro un dato di fatto che va denunciato: in Italia, la democrazia non esiste più, è stata sequestrata da una classe di politicanti dediti solo al proprio arricchimento e alla propria autoriproduzione, la quale, per riuscire a mantenere in funzione il sistema, deve espellere gli onesti. O impedire a quelli che vorrebbero entrarci per smantellarlo dall’interno, di far danni. Chi pensa che nel nostro paese la lotta sia tra destra e sinistra, non ha capito nulla…