Overblog Tutti i blog Blog migliori Sport
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Blog su musica, cinema, sport, attualità e molto altro

Pubblicità

Pelè o Messi: chi il più grande?

 

Quale è il più grande giocatore di calcio di ogni epoca? E’ una di quelle domande cui è estremamente difficile rispondere e per ovvi motivi. Il primo dei quali consistente nel fatto che lo sport pedatorio vive ormai da molto più di un secolo e che, di conseguenza, chi volesse provarsi nell’impresa dovrebbe avere una età molto avanzata, perlomeno quella in grado di avergli consentito di godere delle imprese di quelli che, a detta della maggioranza degli esperti, sono i fuoriclasse che si contendono la palma: Pelè, Maradona e Messi. Da parte mia, avendo visto Maratona dal vivo, mi consento di depennare il suo nome dalla lista e di ridurre il potenziale triello ad un duello tra Pelè e Messi. E qui il compito si fa veramente difficile. Chi ha visto i Mondiali messicani del 1970, ha ancora negli occhi le gesta di Edson Arantes Do Nascimento nel corso di quella kermesse iridata, in particolare l’incredibile stacco aereo che gi consentì di librarsi in aria più in alto e più a lungo di Burgnich per mandare la palla nell’angolino basso della porta difesa da Albertosi. Una rete magnifica, ma soprattutto indice di una potenza atletica spesso sconosciuta ai grandi virtuosi del football, i quali, spesso, proprio dalla mancanza di adeguati mezzi fisici hanno preso lo spunto, da piccoli, per dedicarsi alla cura dei fondamentali tecnici, unico modo per elevarsi dalla massa non avendo il conforto di un fisico adeguato. Pelè, invece, riusciva ad unire potenza fisica e tecnica sopraffina, come del resto ben ricorda chi, proprio nel corso dei Mondiali messicani del 1970, lo vide colpire al volo un rinvio del portiere uruguayano Mazurkiewicz, sfiorando la clamorosa rete da oltre sessanta metri.  Secondo alcuni addetti ai lavori, l’unica controindicazione che potrebbe impedire a Pelè di fregiarsi di re del calcio di ogni epoca, starebbe nel fatto che non avrebbe mai avuto l’occasione di misurarsi col calcio europeo, considerato da sempre più complicato di quello in voga in Brasile. In effetti, il calcio verdeoro non ha mai brillato né da un punto di vista organizzativo, tanto che solo in tempi abbastanza recenti i tornei regionali hanno lasciato la preminenza al vero e proprio campionato nazionale, né tanto meno dal punto di vista tattico, in quanto per molti decenni, i brasiliani hanno ritenuto un vero e proprio reato di lesa maestà cercare di impedire alla tecnica di fare il suo corso, aborrendo quei machiavellismi tattici che invece hanno sempre trovato grande fortuna in Europa. Tanto da potersi affermare che proprio dal Vecchio Continente, sono sempre arrivate le grandi rivoluzioni calcistiche, come il Sistema, il Catenaccio o la Zona.
Ora veniamo a Messi, che tutti abbiamo la fortuna di poter ammirare nella costruzione di una carriera che rischia di non avere eguali. Ormai di lui sappiamo praticamente tutto e non c’è giocata da lui dispensata che non trovi una adeguata copertura mediatica. A suo favore, gioca la ancora giovane età, che lascia presagire ulteriori sviluppi non tanto da un punto di vista tecnico, quanto da un punto di vista mentale, quello che forse, sinora, si è rivelato il piccolo tallone di Achille della Pulce argentina. Un difetto che gli ha sin qui impedito di lasciare il segno anche a livello di Nazionale, tanto da aver spesso spinto la stampa del suo paese a critiche probabilmente esagerate. Su di lui pesa anche il fallimento della spedizione sudafricana, anche se non era tutto da addebitare a lui quanto non fatto da una selezione che era attesa a ben altro risultato. Quanto però fatto con il Barcellona, ha realmente dell’incredibile. Basti ricordare, tanto per rimanere al presente, la strepitosa cinquina rifilata al Bayer Leverkusen, con tutta una serie di numeri che non possono non lasciare a bocca aperta chi ama il calcio.
Come si può comprendere, siamo di fronte ad un dilemma di non facile soluzione. Da una parte, un Pelè capace di segnare oltre mille reti in carriera e di vincere la bellezza di tre mondiali, oltre ai trionfi con la sua squadra di club, il Santos. Dall’altra, un Messi che pur giovanissimo si avvia a battere ogni record in fatto di segnature a livello di club e di riconoscimenti, ma non ancora decisivo come potrebbe a livello di Nazionale.  Ecco, se proprio si dovesse essere costretti ad una scelta così difficile, si dovrebbe perlomeno aspettare che anche Messi abbia terminato la sua carriera e trarre un bilancio esaustivo da essa. Se l’argentino riuscisse a vincere anche i Mondiali con la Seleccion, allora la palma del migliore non potrebbe che spettargli di diritto.    

 

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post