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Di nuovo il Calcioscommesse

 

Insomma, anche stavolta ce l’abbiamo fatta a distinguerci. Non bastava il primo calcioscommesse, nell’ormai lontano 1980, e nemmeno il secondo. Proprio per non farci mancare nulla, adesso arriva la terza edizione di una saga che rischia di oscurare quella del Grande Fratello e di avere infiniti sequel. Con l’arresto di Andrea Masiello, difensore ex Bari, reo confesso di un clamoroso autogol durante una delle partite incriminate, il nuovo scandalo del calcio italiano entra nella sua fase più calda, che sicuramente farà sudare freddo a molte tifoserie sparse lungo lo stivale. Purtroppo, si può essere sicuri che ancora una volta a pagare sarà l’unica parte sana del fenomeno pallone, proprio quella costituita dai milioni di tifosi che ancora si ostinano a pensare che il calcio sia quello che abbiamo conosciuto da bambini, quando le figurine Panini e “Tutto il calcio minuto per minuto” scandivano la settimana di un paese che si muoveva all’unisono in attesa delle quattordici e trenta di ogni domenica pomeriggio, quando dal sottopassaggio degli stadi spuntavano le canoniche magliette della propria squadra.
Di fronte al ripetersi ormai ciclico di episodi come questi, si capisce come il nostro paese sia condannato alla logica gattopardesca del “cambiare tutto, affinché nulla cambi”. Ogni volta, le istituzioni calcistiche ci hanno promesso che non sarebbe più successo e, inevitabilmente, ogni volta abbiamo dovuto sorbirci una replica di un copione rancido, fatto di partite truccate e accordi sottobanco tra calciatori incontentabili, vere e proprie sanguisughe alla ricerca di espedienti per arrotondare i propri già ricchi emolumenti. Del resto, in un paese ove non si riesce a far tesoro dei propri errori e si ripreparano le condizioni per una infinita Tangentopoli, dopo il malaffare scoperchiato dall’inchiesta di Mani Pulite nel 1993, è del tutto logico che possa accadere con puntualità quello cui oggi siamo di nuovo condannati ad assistere. Basterebbe fare un giretto su quanto proposto dalla televisione, per assistere stralunati alla fantasmagoriche esternazioni di un signore che si chiama Luciano Moggi, riverito ed onorato come se fosse una divinità in trasmissioni che rappresentano una vera e propria istigazione a delinquere. Nelle quali viene rivoltata come un guanto la verità processuale e si presenta una versione della realtà che è modellata sugli interessi di persone per giudicare le quali basterebbe dare una semplice occhiata alla fedina penale. Che del resto, altro non sono che la versione sportiva di quegli uomini politici che, ad onta di condanne passate in giudicato, siedono sugli scranni del Parlamento e fanno bella mostra dello status di intoccabili consegnatogli da partiti che si fanno beffe di valori come l’onestà. L’emblema di questi politici non può che essere Luciano Ciarrapico, l’ex presidente della Roma distintosi nella prima metà degli anni ’90 per aver affondato il bilancio giallorosso e per essere stato tradotto a Regina Coeli nell’ambito di una delle tante inchieste che lo hanno visto protagonista in negativo. Del resto siamo in Italia, il paese che ha avuto come Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e allora perché stupirci? Adesso aspettiamo solo il quarto atto del Calcioscommesse…      

 

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