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Roma ladrona, il Trota non perdona!

 

Insomma, bisogna riconoscere che abbiamo sbagliato. Sì, noi che abbiamo riso a lungo delle disgrazie scolastiche del Trota, il figlio di quel tizio che sbraita sempre affermando che ce l’ha duro (no, non il cervello, ma l’organo sessuale) e lo promette a Margherita Boniver. E’ vero, avrà dovuto ripetere una trentina di volta gli esami di maturità, tanto che alla fine la stessa gli è stata assegnata previo scambio coi punti del Dash accumulati dalla mammina tra l’acquisto di una casa e l’altra, però dobbiamo riconoscere che ci si è messo di buzzo buono, con la sana laboriosità che distingue le genti di quelle parti e alla fine si è preso la sua bella laurea. Come? Dove l’ha presa? In Albania, cari signori con la puzza sotto il naso, in una rinomata università privata (non mi chiedete il nome, non lo conosce neanche chi la gestisce) e in una branca che la dice lunga sui suoi disegni futuri: Gestione Aziendale. Sicuramente sarà stato agevolato dal fatto che il suo non proprio sciolto idioma, quello con il quale si esprime di solito, assomiglia molto all’albanese, portando avanti una tradizione familiare di lunga consuetudine con lingue straniere (avete mai capito in quale lingua parli il padre? Io francamente no…), però non possiamo essere tanto malevoli da non riconoscere che il degno figlio di tanto padre, ormai non è più il somaraccio che fece letteralmente sbudellare dalle risate l’Italia ai tempi della maturità. Oggi, in linea con la meritocrazia in salsa padana, dopo aver onorato con la sua pregiata presenza il Consiglio Regionale della Lombardia, insieme a Nicole Minetti (pensate quale elevatissimo livello sia stato raggiunto da quel consesso, manco la Costituente del dopoguerra poteva vantare simili prospetti), il Trota si avvia ad una lunga e felice carriera in qualche grande azienda, in quanto sicuramente in un paese come il nostro, ove il merito sovrasta qualsiasi considerazione, nei consigli di amministrazione di tutte le maggiori holding del paese si starà studiando con grande attenzione il curriculum di un ragazzo così promettente. Il quale, finalmente potrà riscattare l’onore di una generazione di fannulloni, che dopo aver preso la laurea con grande facilità e senza sacrificio alcuno, ha deciso di andare a far festa all’estero, lasciando il paese che ha investito risorse sulla formazione della stessa, in braghe di tela. Per fortuna che in questo paese c’è una fiorentissima cultura della meritocrazia, altrimenti pensate dove saremmo andati a finire con tutto questo putrido statalismo. Come? Quelli che strillavano contro lo statalismo hanno beccato i soldi del contributo pubblico e ci hanno mandato il Trota all’università in Albania? Quisquilie, pinzillacchere, e poi sapete cosa vi dico: Roma ladrona, il Trota non perdona!

 

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