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L'ultima partita italiana del Grande Torino

Il 30 aprile del 1949, il Grande Torino gioca la sua ultima partita italiana, contro l'Inter. La partita, terminata a reti inviolate, consegna lo scudetto, il quinto consecutivo, a Valentino Mazzola e compagni. Che partono per il loro ultimo viaggio...


 

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Il 30 aprile 1949, il Grande Torino giocò la sua ultima partita in Italia. Quel giorno, infatti, pareggiando a reti inviolate con l’Inter, la squadra capitanata da Valentino Mazzola si assicurò la quasi matematica certezza del quinto scudetto consecutivo e partì per Lisbona, al fine di onorare una promessa fatta dal suo fuoriclasse al difensore del Benfica, Ferreira, dopo una partita tra le Nazionali di Italia e Portogallo, in base alla quale lo squadrone granata avrebbe presenziato alla gara di commiato dal calcio di questi, in modo da garantire un ottimo incasso che, secondo gli accordi, sarebbe stato devoluto allo stesso Ferreira. Proprio nel viaggio di ritorno da Lisbona, l’aereo che stava riportando il Grande Torino a casa, andò a terminare la sua corsa contro il muraglione della Basilica di Superga. Nel terribile schianto trovò la morte l’intera rosa della più grande squadra mai espressa dal calcio italiano. Cominciava la lunga notte del calcio italiano, privato di tutti i suoi migliori giocatori. Basti pensare che dieci degli undici titolari granata, facevano parte della Nazionale. Ci sarebbero voluti due decenni per superare quella tragedia e vedere l’Italia tornare nel novero delle Nazionali più forti.

La gara con l’Inter, fu decisa dalle straordinarie parate di Valerio Bacigalupo, il giovane portiere granata, il quale produsse una della partite più belle della sua ancor breve, ma già gloriosa carriera. Le cronache dei quotidiani del giorno successivo, riportano commenti ammirati su quanto fu capace di fare quel giorno Bacigalupo, ergendosi a baluardo imperforabile di fronte ai ripetuti attacchi degli avanti nerazzurri. Tanto che al triplice fischio dell’arbitro della gara, il signor Gemini di Roma, tutti i granata si strinsero intorno al loro portiere, per esternare in questo modo il loro ringraziamento a colui che aveva siglato l’ennesima impresa del Grande Torino. Purtroppo, l’ultima.


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